I Rati





Orsera, essendo in cima ad una collina, è piena di strade che salgono e scendono, i “rati” in dialetto orzereste: il rato del Coriol, quello della marina, il rato del castello, il rato del cimitero, quello di San Marin, ecc.
Il più celebre però, era il rato del Coriol, non perché c’era la scuola elementare, unico centro culturale del paese, ma perché un’antica diceria lasciava intendere che chi beveva l’acqua del Coriol non poteva dimenticare Orsera!
Non c’era nessun fiume o ruscello alla fine del rato, ma esso portava alla spiaggia di Val della Fontana, dove d’estate era facile intrecciare idilli con le “mule” e si sa che non c’era acqua migliore di quella per non far dimenticare un posto.
La passeggiata domenicale spesso si svolgeva giù dal rato di marina, per andare al molo ed aspettare il vaporetto che veniva da Trieste ed andava a Pola.
Il più frequentato era però sempre il rato del Coriol: d’inverno perché c’era la scuola e d’estate perché portava a Val della Fontana, la spiaggia più affollata.
Quelli più frequentati dai carri, che tutte le mattine si recavano al lavoro nelle campagne, erano di san Martin, della Rossa e del cimitero; il meno frequentato perché il più ripido, era quello di Gigi Grego.
Quello di santa Fosca, che portava in piazza, era frequentatissimo nelle sere delle domeniche d’estate, quando tutti gli abitanti del paese si recavano ad ascoltare la banda che dava concerto in piazza, mentre ai tavoli dei caffè la gente sorbiva bibite e gelati.
da Orsera d’Istria Ricordi di un passato Trieste 2008
Le porte



Il Castello


Sullo spiazzo dell’attuale chiesa parrocchiale di San Martino posta in cima al colle, accanto alla chiesa c’erano i resti del castello di Orsera e delle sue mure di difesa. Staccata dal fianco sinistro la poderosa mole di una torre tronca, quadrata, sulla quale si nota una meridiana. Sull’altro fianco di questa fortezza si staglia un’altra torre; entrambe di stile romanico, con feritoie, risalgono al XIII secolo. Il castello è l’edificio più importante della cittadina e la sua costruzione si ritiene iniziata pure nel XIII secolo con aggiunte, trasformazioni e restauri continuati fino al settecento. Un tempo, oltre le due torri, il castello possedeva altri due torrioni o bastioni rotondi, i cui resti si possono vedere sul lato nord. Fu residenza estiva dei vescovi di Parenzo che si nominarono conti di Orsera e formava una città a se stante, con cortili, magazzini, stalle, saloni biblioteche; vi si accedeva attraverso porte ricavate belle mura fortificate
tratto da ISTRIA storia , arte e cultura di Dario Alberi
Parrocchia di San Martino


Sullo spiazzo più alto di Orsera si erge la parrocchiale dedicata a San Martino, il santo dei poveri, la cui costruzione, iniziata nel 1804, fu portata a termine appena nel 1935. E’ una chiesa piuttosto grande a triplice navata, con l’abside circolare, una delle poche chiese volte ad oriente. Nell’interno, si vede una bella vasca battesimale in marmo rosso. Le navate laterali sono sostenute da 8 colonne rotonde ognuna delle quali porta il nome di uno dei tanti benefattori. Il soffitto in legno con capriate è a vista e, oltre l’arco trionfale decorato, la cupola dell’abside è affrescata con scene e scritture sacre. Orsera aveva un basso campanile romanico, molto antico, presso l’antica parrocchiale di S.Martino dove c’era la tomba del vescovo Tritonio, che esisteva fino a pochi decenni or sono nella piazza del paese, situata ad un livello più basso rispetto al castello. Si voleva salvare questo campanile come testimonianza dell’arte romanica; poggiava su una base a parallelepipedo ed una cuspide nuda, conica, si alzava sopra la cella campanaria semplice ed essenziale nelle sue linee. Già gli era stata demolita la antica chiesa che si appoggiava al campanile e, un giorno, prima dell’ultima guerra, durante un temporale anche questo crollò. Nel 1989 incominciò la costruzione del nuovo campanile, è di stile veneto, con torre ed alta cuspide, eretto accanto alla grande chiesa di San Martino. Dell’antica parrocchia di San Martino, in piazza Egidio Grego non esiste più nulla; fu certamente un edificio modesto, costruito nel’XI secolo dal vescovo Orso. La chiesa fu rifatta nel XVI secolo. Il vescovo Peteani la fece restaurare nel 1854 cancellando così le ultime vestigia che forse ancora esistevano. La lapide del vescovo Trittonio, che si trovava nella parrocchiale, portava la data del 1644. L’antica parrocchiale di San Martino sorgeva nello spazio vuoto dell’angolo nord occidentale dello spiazzo. Sul lato opposto della piazza, dirimpetto al sito della chiesa, sorge l’antico edificio del comune.



Chiesa di San Giorgio

Il porticciolo, con la banchina costruita nell’altro secolo è ben riparato dall’isolotto di San Giorgio che sorge all’imboccatura. Sulla piccola isola esistono ancora i resti dell’antica chiesetta di San Giorgio o San Zorzi. Questa piccola chiesa è stata di recente edificata sulle rovine di una molto più antica, meta di solenni processioni marinare in onore di San Giorgio
Chiesa di Santa Madonna del Mare

La chiesa di Santa Marina o di Santa Madonna del Mare è una piccola basilica romanica del XI secolo, dedicata alla, sorta accanto al vecchio cimitero. Fu visitata da papa Alessandro II nel 1177, in occasione della sua sosta ad Orsera mentre era diretto da Pola a Venezia. E’ una chiesa a tre navate, che finiscono in tre absidi rotonde, con un grande occhio sopra il portale. Le colonne che all’interno sopportano le tre navate sono poderose e reggono capitelli a piramide rovesciata con larghi pulvini. Gli archi sono a tutto tondo ed il soffitto mostra la travatura delle capriate. Quando fu eretta, le fu affiancato un monastero benedettino che prese pure il nome di Santa Maria. Nel 1391 il priorato si Santa Maria d’Orsera fu unito alla mensa vescovile di Parenzo.
Chiesa di Santa Fosca

Nella piazzetta che ancora oggi si chiama Santa Fosca, si apre una postierla, con lo stemma che racchiude un leone veneto; è l’antica porta di Santa Fosca di cui si possono notare ancora i cardini in pietra. Nella piazzetta c’è la chiesa di Santa Fosca rifatta attorno al XVII secolo; un grande occhio sovrasta il portale che si apre sulla piazza, mentre l’abside è incorporata nelle case che sono sorte nel retro dell’edificio sacro. Un piccolo campanile a vela si alza sulla facciata. All’interno, sull’altare maggiore in legno scolpito e dorato, una pala seicentesca mostra il martirio di santa Fosca. Vi si trovano pure le pale della deposizione Deposizione della Croce e delle stigmate di san Francesco, di artisti ignoti del 1600. Esiste la lapide sepolcrale del nobile palese Pietro Maria Numilini del 1675.
Chiesa e loggia di San Antonio


Sul lato orientale della piazzetta di San Antonio c’è la chiesetta di San Antonio di Padova, di tipico stile barocco rinascimentale con un piccolo campanile a vela, eretta nel 1656, come risulta dalla data scolpita sul portale. La chiesa ha sulla fronte una bella ed elegante loggia veneta, di tre arcate con otto colonne, in pietra bianca di Orsera. All’interno della chiesa rimane la mensa d’altare barocca in legno scolpito e dorato del 1662, ma la pala non è più al suo posto.